Chiusura servizi

Terraluna chiude a Settimo: pochi bimbi e troppi costi

Addio ai servizi comunali Cipì e Terraluna per l'infanzia e le famiglie

Terraluna chiude a Settimo: pochi bimbi e troppi costi

Settimo Milanese dirà addio ai servizi comunali per l’infanzia e le famiglie, Cipì e Terraluna, a causa del basso numero di iscrizioni e dei costi elevati per l’amministrazione.

Chiusura dello spazio Terraluna

Dal settembre 2026, non saranno più disponibili a Settimo i servizi extrascolastici dedicati ai bambini da 0 a 3 anni, che hanno caratterizzato per anni la piazza degli Eroi.

Motivazioni della decisione

Il sindaco Fabio Rubagotti ha commentato la scelta in risposta alle discussioni sui social, spiegando le ragioni dietro questa decisione.

«La convenzione con l’attuale cooperativa terminerà a fine mese; l’anno scorso era stata rinnovata solo per il periodo settembre 2025-luglio 2026, poiché il numero di iscritti residenti a Settimo era stato molto basso. Purtroppo, tale situazione è rimasta invariata anche quest’anno. Questo ha reso insostenibile per l’Amministrazione finanziare un servizio rivolto principalmente a bambini di comuni limitrofi. Non è stata una scelta facile, poiché riconosciamo l’importanza di questo servizio per molte famiglie di Settimo. Tuttavia, quando il servizio viene poco utilizzato dai nostri cittadini più piccoli, è nostro dovere ripensare l’uso di uno spazio che deve essere vissuto dai residenti. Stiamo progettando un’area libera dove i più anziani possano godere di un caffè e socializzare, mentre i giovani e gli adolescenti possano divertirsi con bibite e giochi. Vogliamo creare un luogo di incontro intergenerazionale. Allo stesso tempo, non abbandoniamo l’idea di uno spazio per le famiglie; stiamo esaminando nuove soluzioni, inevitabilmente più piccole, per accogliere i nuovi nati e rispondere meglio alle esigenze delle famiglie. Siamo consapevoli che i prossimi mesi saranno di transizione e contiamo di presentare i progetti definitivi in autunno. Le sfide da affrontare sono molte e dobbiamo essere pronti ai cambiamenti».