Il Centro Sportivo Battista Re di Settimo Milanese è al centro della riflessione dell’ex candidato sindaco Ruggero Delvecchio, in seguito all’approvazione da parte del consiglio comunale dell’accordo per la riqualificazione della struttura, che diventerà la nuova casa dell’Alcione Calcio.
Campo Battista Re: un’opportunità da cogliere
Campo Battista Re: “Cogli la prima mela”
Come nella celebre canzone di Angelo Branduardi, a volte è fondamentale saper cogliere le opportunità. Per il Centro Sportivo Battista Re, Settimo Milanese ha il dovere di approfittare di questa occasione.
Non voglio approfondire la storia della gestione precedente né le modalità della sua conclusione; ci sarebbero molte questioni da affrontare, riconoscendo le problematiche che sono emerse nel tempo.
Oggi, però, il focus deve essere un altro.
Possediamo una struttura pubblica che da tempo necessita di interventi significativi e un investitore privato pronto a investire diversi milioni di euro per riqualificarla e migliorarne gli standard.
Costi e garanzie per la comunità
Affidare la gestione di un centro sportivo comunale a un privato non significa semplicemente “regalare” il patrimonio pubblico; questa interpretazione appare eccessivamente semplicistica.
Di solito, gli impianti sportivi comunali vengono gestiti da società, associazioni o operatori privati. La vera questione non è tanto il confronto pubblico-privato, quanto piuttosto le condizioni di affidamento, le garanzie per il Comune e i benefici per la comunità.
Non condivido, inoltre, l’affermazione del Partito Democratico secondo cui si tratterebbe di un’operazione “senza alcun costo per il Comune”.
Non è così.
Il Comune dovrà affrontare circa 700.000 euro per la ristrutturazione di un campo. Si tratta di una somma significativa che deve essere chiarita.
Personalmente, preferisco considerarla come un investimento pubblico all’interno di una riqualificazione molto più ampia, su un bene che rimane di proprietà comunale e che, senza l’intervento privato, difficilmente potrebbe subire una trasformazione così rilevante.
Per questo motivo, ritengo che la discussione politica dovrebbe focalizzarsi meno sugli slogan e più sulle garanzie per i prossimi 35 anni.
35 anni di concessione: la sfida da affrontare
Trentacinque anni sono un periodo considerevole. Per questo, il compito dell’Amministrazione non termina con la firma del partenariato, ma inizia proprio in quel momento.
È necessario un controllo rigoroso sull’esecuzione degli investimenti promessi e sul rispetto degli obblighi di manutenzione ordinaria e straordinaria anno dopo anno.
Il rischio da evitare è semplice: inaugurare oggi una struttura splendida e trovarsi, avvicinandosi alla scadenza della concessione, con investimenti e manutenzioni progressivamente ridotti e un patrimonio nuovamente deteriorato da restituire alla città.
Il Comune dovrà vigilare durante tutta la durata del partenariato affinché il Battista Re venga non solo riqualificato, ma anche mantenuto e infine restituito alla collettività nelle condizioni stabilite dagli accordi.
Questa, a mio avviso, è la vera sfida politica e amministrativa.
Non vedo nulla di scandaloso nel fatto che un privato investa, gestisca e persegua il proprio interesse economico. Il settore pubblico deve essere in grado di sfruttare tale interesse per generare valore pubblico.
Se Settimo Milanese può ottenere un centro sportivo profondamente riqualificato, mantenendo la proprietà e garantendo reali benefici alla comunità, allora questa occasione deve essere colta.
È fondamentale non illudere la popolazione sostenendo che tutto sia gratuito o un regalo.
Quindi, cogliamo la prima mela, ma assicuriamoci che, tra 35 anni, “l’albero” sia ancora patrimonio di tutta Settimo Milanese.