Emergenza abitativa grave

Alloggi insufficienti: 551 domande per solo 31 disponibili a Rho

Il Sicet lancia un allerta sull'emergenza casa nei comuni del Rhodense, evidenziando il numero esiguo di alloggi disponibili.

Alloggi insufficienti: 551 domande per solo 31 disponibili a Rho

«551 domande presentate per soli 31 alloggi. Le graduatorie attestano l’emergenza abitativa». Questo è l’allarme sollevato dal Sicet, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, nelle ultime ore.

Necessità di risorse per nuove abitazioni

«È urgente reperire risorse per costruire nuove case popolari per famiglie, altrimenti continueremo a osservare la progressiva espulsione dei lavoratori a basso reddito da questo territorio», affermano i rappresentanti del Sicet dopo la chiusura delle graduatorie provvisorie per l’assegnazione di alloggi nell’area del Rhodense, con Rho come comune capofila. «Otto comuni coinvolti, tra cui Rho, Cornaredo, Lainate, Pero, Pogliano Milanese, Settimo Milanese, Arese e Vanzago, e un dato allarmante: solo 31 alloggi disponibili di fronte a 551 domande, presentate da famiglie e individui in cerca di una soluzione abitativa. Ciò si traduce in quasi 18 nuclei in attesa per ciascun alloggio». Questo è un problema già evidenziato dal Sicet all’apertura del bando.

Alloggi insufficienti rispetto alla domanda

«Abbiamo già sottolineato che 31 alloggi rappresentano un numero del tutto inadeguato rispetto al fabbisogno abitativo della zona. Solo nel 2025 erano state presentate circa mille domande di accesso alle case popolari nel Rhodense», spiegano dal Sicet. «Le graduatorie provvisorie confermano purtroppo questa preoccupazione: per questo bando, le richieste sono state 551, a fronte di sole 31 unità disponibili. Inoltre, abbiamo segnalato una criticità procedurale: il bando è stato aperto senza il rinnovo della convenzione tra Regione Lombardia e i sindacati degli inquilini, che consentiva ai cittadini di presentare domanda tramite delega al sindacato, senza la necessità di possedere SPID o Carta d’Identità Elettronica. Questa scelta rischia di escludere le persone più vulnerabili dall’accesso al bando». Secondo il Sicet, il bando non risponde alle reali necessità, dato il numero limitato di alloggi disponibili, che sono anche di dimensioni ridotte.

Criticità di dimensioni degli alloggi

«Il problema non è solo quantitativo, ma anche di taglia», affermano i rappresentanti del Sicet. «Nel bando del Comune di Rho, gli alloggi disponibili sono pensati per nuclei di una o due persone. Questa scelta, insieme alla scarsità complessiva dell’offerta, penalizza in modo particolare le famiglie numerose: sono quelle che affrontano maggiormente il disagio abitativo, poiché sul mercato privato si trovano a pagare affitti più elevati rispetto al loro reddito. Inoltre, quando un alloggio si libera, la metratura spesso non è adeguata. Questo crea un cortocircuito: il settore pubblico dovrebbe fungere da argine per chi è stato espulso dal mercato, e invece finisce per riprodurre la stessa selezione». Un’altra problematica evidenziata dal Sicet riguarda i costi.

Il dovere pubblico di garantire l’abitazione dignitosa

«Mentre nel Rhodense 551 famiglie restano escluse da appena 31 alloggi SAP, negli ultimi 24 mesi Aler Milano ha sottratto al patrimonio destinato ai Servizi Abitativi Pubblici almeno 43 alloggi nei comuni di Rho, Arese, Cornaredo e Lainate, attraverso gli “Avvisi Coordinamento Valorizzazione” (Cova). Questi bandi consentono la locazione di appartamenti di proprietà Aler con contratti privatistici, sottraendoli permanentemente al patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Senza un’inversione di rotta», concludono dal Sicet, «continueremo a vedere la lenta espulsione dei lavoratori poveri e delle famiglie da questo territorio: persone che lavorano, pagano le tasse e mandano i figli a scuola, ma che sono vittime della logica di mercato nelle trasformazioni urbane. Il pubblico ha il dovere di garantire il diritto a vivere in città e di avere una casa dignitosa.»